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| ……………. | (…) Scatta un comando: un fischio di rimando querulo, lungo, acuto, fora l’aria, e il treno si divincola su le rotaie sussultando e ansando. Dietro qualche vetro, qualche viso bianco, qualche riso stanco, qualche gesto lesto: ma più celeri i vagoni si succedono e i furgoni sul binario trabalzanti strepitanti varcan varcano e il treno, con palpito eguale, guadagna, fiammando nel buio, l’aperta campagna. (…) da “La locomotiva” di Giovanni Alfredo Cesareo |
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